Procida, l’isola dei limoni

Con 44 progetti culturali, 330 giorni di programmazione, 240 artisti, 40 opere originali e 8 spazi culturali rigenerati, Procida, la piccola isola del Golfo di Napoli, si aggiudica il riconoscimento di capitale italiana della cultura 2022.

Parma si prepara così a lasciare il testimone al suo successore, che per la prima volta non è un capoluogo di provincia o di regione, ma un piccolo borgo di poco più di 10mila abitanti. Un luogo fuori dal tempo che conquista tutti con la sua semplicità disarmante. E della bellezza di quest’isola così insolita e affascinate ce ne parla Maria Vittoria Ambrosone, l’avvocato romano dal cuore procidano.

“Procida è la sabbia nera rovente sotto ai piedi nudi, figlia di quattro antichi vulcani ora sommersi. È il disegno ondulato del tufo giallo, cui è sovrapposto il tufo grigio, che sovrasta le lunghe spiagge. È il colore pastello delle case della Corricella, azzurro, rosa, giallo, bianco, perché – si dice – i pescatori potessero scorgere la propria al rientro dal largo. È un tuffo dallo scoglio di Brandi alla Chiaia, dopo una giornata passata in acqua, è una passeggiata tra i vicoli, realizzati così stretti per proteggere il pedone dall’ombra. È il Premio della Graziella, che celebra ogni anno dal 1939 il personaggio del romanzo omonimo dello scrittore francese de Lamartine, per ritrovarlo nel volto delle donne procidane; è un vefio, una tipica apertura ampia a mezzo arco, nascosto dai panni stesi da una anziana signora che un tempo, forse, è stata una Graziella. Per me, Procida è un grande limone non trattato, dalla scorza saporita, dall’albedo spesso e la polpa succosa, ingrediente principe dell’insalata di limoni alla procidana, condita con sottili fettine di cipolla, olio, sale e pepe”.

Mandovai insieme a Maria Vittoria Ambrosone

Curiosità

Dell’isola hanno subito il fascino autori e romanzieri: Elsa Morante che nel 1955, all’ombra dell’agrumeto nel giardino dell’allora Albergo Eldorado, ha tratto ispirazione per “L’isola di Arturo”, vincitore del Premio Strega; Baricco, che lascia ogni estate il suo gozzo alla Marina di Chiaiolella e ha deciso di tenervi il concorso letterario internazionale “MARetica”.

Dove andare

  • Vivara: dicono che sia la sorella minore di Procida, ma più selvaggia e incontaminata. Osservandola dall’alto si può notare che l’isolotto è ciò che resta di un cratere vulcanico circolare un tempo legato a Procida da una falesia. Oggi le due isole sono collegate tramite un ponte, purtroppo non percorribile perché oasi naturalistica protetta e riserva naturale dello Stato. Vivara riamane così una terra misteriosa, visitabile solo tramite appuntamento. Niente vieta però di osservarla dal mare, magari affittando un bel gozzo al porto della Chiaiolella, e godere dei suoi splendidi fondali, di un verde smeraldo vivo e ricchissimi di piante marine;
  • Terra Murata: qui c’è il belvedere più affascinante dell’isola. Dai cannoni in cima alla salita si gode di una vista mozzafiato sulla Corricella, sulle sue casette colorate e sulle barche dei pescatori. Il momento perfetto per andarci è subito prima del tramonto;
  • Chiesa di Santa Margherita: risale alla seconda metà del XVI secolo. La chiesa in sé, non me ne vogliano i procidani, non è particolarmente bella, ma è la posizione del complesso architettonico ad essere particolarmente suggestiva. È posta a metà tra l’abitato della Corricella e il borgo di Terra Murata, e la meravigliosa terrazza che la circonda si affaccia sul Golfo di Napoli e su quello della Chiaia;
  • Palazzo d’Avalos: costruito nel ‘500 dai governatori dell’isola, trasformato in carcere nel 1830 e chiuso definitivamente solo nel 1988. La storia del palazzo è così interessante e la vista che si gode sul golfo di Napoli talmente mozzafiato che torno a visitarlo ogni volta che posso. Organizzano delle visite guidate su prenotazione, persino all’alba per approfittare della luce più magica della giornata.
Assafà, il carretto di Terra Murata

Dove mangiare

  • Fuego: imperdibile la pizza la Sophia Loren, mozzarella, pepe rosa e limone grattato;
  • Chiaro di Luna: la gelateria artigianale più buona dell’isola. Anche qui lo stile procidano fa da padrone con il gusto “insalata di limoni”;
  • Maresia: per una giornata in spiaggia o per un aperitivo al tramonto;
  • Bar Cavaliere: la colazione come si deve;
  • Bar Olmo: per la granita al limone;
  • Conchiglia: perfetto per una cena di pesce romantica, in riva al mare;
  • Il carretto di “Assafà”: (letteralmente “Lascia fare”), per un spritz e sfizioserie varie con la vista più bella sull’isola.

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