Cibo e potere, quando la politica vien mangiando

Alleanze, accordi, strategie e tradimenti, se solo i tavoli dei ristoranti del centro storico di Roma potessero parlare. Non a caso si dice che le decisioni importanti si prendano a tavola, magari sorseggiando un bicchiere di vino o dividendo una porzione di tiramisù.

Se ai tempi della Seconda Repubblica era “I due Ladroni” di piazza Nicosia, storico ristorante della tradizione romana, il principale teatro della politica italiana, oggi i gusti sono cambiati. I palati si fanno sempre più complicati: sushi, vegano, cucina internazionale e raffinata, anche se si dice che Matteo Renzi ancora apprezzi pizza e Coca Cola zero con i fedelissimi.

I renziani – Quartier generale piazza di Pietra, tra le colonne del Tempio di Adriano. Vicino al lavoro, turistico ma non troppo, tremendamente chic. È qui che si riuniscono Renzi e i suoi, tra Enoteca Spiriti e Salotto 43. Amatissimo anche Roscioli, la storica salumeria gourmet in via dei Giubbonari gestita da Alessandro Roscioli.

I gialloverdi – un tempo l’”Osteria del Sostegno” era la loro seconda casa, poi però è arrivato un post di Beppe Grillo: “è il ristorante del Pd e di Forza Italia”. Il ristorante di piazza Capranica, a 100 metri da Montecitorio, era stato addirittura ribattezza “la terza camera, culinaria”. Oggi i 5S pranzano invece da Retro-bottega a Campo Marzio, Maccheroni (amato particolarmente da Di Maio, ormai diventato habitué) a piazza delle Coppelle e BellaCarne Kosher, in via del Portico d’Ottavia. Conte preferisce invece L’Arancio d’oro, il ristorante dietro piazza di Spagna soprannominato “la succursale del Parlamento”.

La Lega – Da quando “Gusto”, il brunch di piazza Augusto Imperatore, ha chiuso i battenti nulla è più come prima. La Lega saluta paccheri e fiori di zucca fritti per sperimentare sashimi e tempura nei ristoranti giapponesi vicini alla Camera. Soia e bacchette alla mano, Salvini e suoi sono diventati infatti clienti fissi di Daruma, rapido, buono e alla moda. Tra un roll e l’altro il Carroccio bazzica anche da Maxela, ristorante della tradizione ligure e Casa Coppelle, il raffinato ristorante italiano situato nell’omonima piazza.

Il Pd – I veri intenditori in quanto a ristoranti però sono i dem. Cucina classica, della tradizione, ristoranti storici e gourmet. Sono amanti del pesce fresco, per questo sono clienti fissi da “Il San Lorenzo”, in via dei Chiavari, zona Campo de Fiori. Grande classico anche “Fortunato” al Pantheon, vecchia meta prediletta di Fanfani e De Mita, dove la Dc decideva le strategie della Prima Repubblica

Il centro destra – Nonostante la passione per i piatti romaneschi di “Il Moro”, dove la amatriciana rivisitata con il peperoncino la fa da padrona, tra le file della destra ci si è piegati alla cucina orientale. Non una qualunque, ovviamente. Al diavolo gli all you can eat, l’indirizzo è palazzo Fendi. “Zuma” è infatti il posto preferito di Forza Italia, che si concede aperitivi e cene di alta cucina giapponese, sull’esclusiva terrazza con vista su Roma. Deputati e Senatori di Fratelli d’Italia preferiscono invece i carciofi alla romana di “La Campana”, a pochi passa da piazza Nicosia.

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