Mausoleo di Augusto: il sepolcro, il teatro, il degrado

Dopo 14 anni il Mausoleo di Augusto, il più grande sepolcro circolare del mondo antico, riapre i battenti ed è subito boom di prenotazioni. Dal 1 marzo infatti, giorno ufficiale dell’inaugurazione del sito archeologico, i biglietti sono andati a ruba: tutto esaurito in meno di 24 ore fino al 30 giugno. Ma cosa hanno nascosto per tutto questo tempo le barriere nere targate Tim?

Ci sono voluti 14 anni, ma soprattutto gli 8 milioni di euro di Fondazione Tim. Un’operazione di restauro iniziata nel 2007, che ha ridato vita a quello che si pensa sarà uno dei siti più visitati al mondo. Per adesso sono solo i romani a poter godere della sua bellezza, attraverso visite di 50 minuti arricchite da contenuti digitali in realtà virtuale e aumentata realizzati da Tim, ma si spera che presto potrà accogliere milioni di turisti.

La storia – Noto anche come Augusteo, il Mausoleo di Augusto è un enorme monumento funerario situato in piazza Augusto Imperatore, al tempo una zona poco urbanizzata, strategicamente vicina al Tevere e dove anni dopo sorgerà un altro monumento straordinario: l’Ara Pacis. La sua costruzione risale al 28 a.C., quando Augusto, di ritorno da Alessandria d’Egitto (dove aveva appena conquistato l’Egitto tolemaico e sconfitto Marco Antonio) decise di erigere un’enorme tomba ispirata a quella, in stile ellenistico, di Alessandro Magno.

Augusteo, piazza Augusto Imperatore

Qui furono seppelliti non solo l’imperatore, ma anche diverse spoglie della dinastia giulio-claudia: Marcello, Druso, Tiberio, Caligola fino a Nerva, per citarne alcuni. È dopo la sepoltura di Giulia Domna, moglie dell’imperatore Settimio Severo, che inizia il lento declino del Mausoleo. Già a partire dal Medioevo infatti, l’Augusteo versava in condizioni di abbandono a causa di numerosi saccheggi e della mancata cristianizzazione del monumento (pratica che aveva salvato altre antiche strutture, come di Pantheon e il Mausoleo di Adriano). Passò poi, nel XII, nelle mani della famiglia Colonna, che lo trasformò nella sua roccaforte, successivamente in quelle degli Orsini e nel ‘500 dei Soderini, che apportarono diverse modifiche strutturali, come la costruzione di un bellissimo giardino all’italiana. Nei secoli il Mausoleo continuò a passare di mano in mano, da Vincenzo Mani Correa, nobile portoghese, a Bernardo Matas, impresario spagnolo, fino alla Camera Apostolica, che nel 1802 lo trasformò in un vero e proprio teatro. Fra gli interventi che modificarono la sua struttura e la sua funzione ci fu anche quello dell’architetto Valadier, che nel 1819 fece edificare un grande velario, che però crollò durante la costruzione provocando la morte di alcuni operai.

L’Augusteo fu poi utilizzato, dalla metà dell’800 fino al 1936, come sala da concerto diventando sede principale dell’Orchestra di Santa Cecilia e piccolo auditorium famoso nel mondo per l’ottima acustica e la suggestiva location. La fama non lo salvò dai lavori voluti dal regime fascista, che isolarono la tomba e demolirono l’assetto rinascimentale che gli faceva da corona riedificandolo secondo i dettami razionalisti. Seguì poi un altro lunghissimo periodo di degrado, che ne determinò la chiusura definitiva.

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