Il Cimitero Monumentale: un museo a cielo aperto che racchiude la storia della città di Milano

Ideato per sostituire i numerosi e insalubri campisanti sparsi in città, il Cimitero Monumentale è un luogo dall’alto valore artistico che ripercorre le vicende di Milano. Un mix di stili, dal realismo all’eclettismo, dal liberty al simbolismo, che accoglie le spoglie delle più grandi famiglie meneghine e di molti personaggi illustri

La storia – Considerato tra i musei a cielo aperto più artisticamente e storicamente importanti d’Italia (insieme a quello di Brescia, Genova, Roma, Messina e alla Certosa di Bologna), il Cimitero Monumentale di Milano ebbe una gestazione molto lunga e travagliata iniziata nel 1837. Fu l’amministrazione austriaca del regno Lombardo-Veneto a sollecitarne la costruzione, in risposta all’imminente chiusura e dismissione dei sei cimiteri preesistenti in città. L’idea però si concretizzò solo nel 1860, quando l’amministrazione aprì un bando per la sua costruzione, che avrebbe avuto come obiettivo la riqualificazione urbanistica e l’arricchimento civile della città. A vincere il concorso fu, nel 1863, il progetto dell’architetto Carlo Maciachini, che fece del Monumentale la sua più grande opera. I lavori iniziarono l’anno successivo. La prima salma tumulata fu quella del compositore e collezionista di manoscritti e stampe musicali, Gustavo Noseda il 2 novembre 1866.

Sepolture illustri – Alessandro Manzoni, Carlo Cattaneo, Filippo Turati, Salvatore Quasimodo, la famiglia Bocconi. Sono solo alcuni degli ospiti “speciali” del Monumentale, personaggi che hanno fatto la storia della cultura e dell’imprenditoria milanese, o che hanno legato il loro nome alla storia politica e civile della città e dell’Italia. È a loro che sono dedicate sculture, tempi greci, obelischi, tombe, edicole funerarie e opere di grande valore artistico. Tra questi le famiglie Campari e Bracco, industriali farmaceutici, Brambilla, fondatori delle omonime industrie chimiche e cotoniere, e Treccani, industriali e fondatori della nota enciclopedia. All’interno del Famedio, inoltre, sono incisi su tavole di pietra murate alle pareti i nomi di altre importanti figure legate alla città, nomi che il 2 novembre di ogni anni, vengono aggiunti e aggiornati dal sindaco.

Il Famedio – Dal latino famae aedes, ovvero tempio della fama, il Famedio è posto all’entrata del cimitero. Una voluminosa struttura in stile neogotico di marmo e mattoni, inizialmente ideata per essere una chiesa. Una chiesa però non lo diventò mai, per questo dal 1869 si iniziò a pensare di farlo diventare appunto un Famedio, un luogo di tumulazione dei milanesi, di nascita o d’adozione, illustri o benemeriti. È lì che si trova la tomba di Alessandro Manzoni e le tavole incise con i grandi nomi di Milano.

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